Fin da giovinetta, fece notare la sua innata attitudine al disegno, tanto che i suoi insegnanti la incoraggiarono a perfezionarsi negli studi. Frequentò per un breve periodo lo studio di Pellizza da Volpedo, che espresse pareri favorevoli e oltremodo lusinghieri su alcuni suoi lavori e le suggerì di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera.

 

 

Mina PittoreQui seguì i corsi di figura del pittore milanese Cesare Tallone e in breve conseguì il diploma di abilitazione all'insegnamento del disegno, ma preferì continuare gli studi, frequentando presso la prestigiosa Accademia di Venezia i corsi di "colore" sotto la guida del maestro Ettore Tito. Grazie alle sue innate capacità espressive e a notevoli conoscenze tecniche, avrebbe potuto intraprendere una carriera di successo e di fama, ma la sua indole riservata e schiva la indusse a rientrare a Sale, dove continuò a dipingere, senza tralasciare l'insegnamento a un nutrito gruppo di allievi. Nelle sue opere aleggia un senso di tristezza; le tonalità sono velate; anche l'atmofera che circonda i fiori è dimessa. I ritratti sono in numero preponderante: i fondi sono indistinti, evocati da tocchi policromi e da colpi di luce, mentre la figura emerge dallo spazio che la circonda ed è colta in silenzi un po' enigmatici.

La Biblioteca comunale e il Comune hanno organizzato una mostra (settembre - ottobre 2001) quale "giusto riconoscimento ad una vita dedicata all'arte, alla pittura e all'espressione dei propri sentimenti": nella sala consiliare erano esposte moltissime sue opere messe a disposizione da privati cittadini; in tale occasione è stato edito il catalogo "Mina Pittore - la figura e l'opera" a cura di F. De Caria, R. Rivabella e D. Taverna

A Mina Pittore è intitolata una via.