Una storia, una Congregazione, un evento.

La Congregazione è sorta in paese, da parte di due salesi D.O.C.: Mons. Amilcare Boccio, che suor Paola Goggi nel suo libro “Mons. Amilcare Boccio – Madre Guglielmina Remotti. Due vite convergenti nel piano di Dio” chiama “...idealità progettuale” e Madre Guglielmina Remotti “...genialità realizzativa”.

Sacro CuoreE' una storia semplice, ma ricca di profondi significati evangelici. Siamo nel 1924: il 25 marzo, festa dell'Annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria, nella povera casa della Madre, in via Giacomini, inizia la vita della Congregazione con quattro suore, alla presenza di Mons. Rognoni e di Don Amilcare Boccio, fondatore e Padre: Madre Guglielmina Remotti nata a Sale il 15 settembre 1881; Ines Goggi, anch'essa salese, classe 1891; Teresa Soncini, di Sale, classe 1889; Pierina Leoni di Reggio Emilia, classe 1898.

Mons. Boccio, Sacerdote ardente, generoso, fedele alla sua missione... impegnato nella ricerca di Dio, sempre in preghiera, essendo del 1891, partecipa alla guerra mondiale 1915/18, in qualità di cappellano degli Alpini. Era un giovane coraggioso, pluridecorato, ma “semplice come un bambino (qui è lui che parla di sé) tanto che il Signore fu costretto molte volte a mandarmi un Angelo perché deviasse le migliaia di pallottole”. Tanto che i suoi Alpini gli dicevano: “Cappellano, venga con noi; se c'è Lei, non moriamo” .
Madre Guglielmina aveva quarantatrè anni quando ricevette l'invito del Padre a seguirlo nella fondazione della Congregazione. “... Mi sentii smarrita, spaventata di una chiamata così speciale alla mia età... e trascorrevo i giorni invocando lo Spirito Santo...” Dopo tante preghiere disse il suo Sì e iniziò il cammino.

Il 25 marzo 1924, dalla “piccola Betlemme” chiamata così per l'assoluta povertà degli inizi, da quattro suore, che si legge nei loro scritti: “ noi ci sentivamo le più felici del mondo” e sotto una pioggia torrenziale, ha inizio la Congregazione, che, man mano nel tempo si svilupperà anche abbastanza celermente.
Quale lo scopo della Congregazione? Lo scrive il Padre in una circolare: “Qual è la caratteristica dell'Opera nostra? Andare e condurre tutte le anime per la via dell'Amore, dell'Amore forte, generoso, sacrificato, ma che sempre, sempre in tutte le manifestazioni, in tutte le vicissitudini è Amore. Amore che crea fiducia, Amore e fiducia che creano quella serena, materna, amabilissima, divina dolcezza, che affascina i cuori e vince tutto”. L'ideale del Padre e lo scopo della congregazione era l'autenticità della partecipazione all'Eucarestia, che trova la sua verifica nell'”amore verso i fratelli, nella sollecitudine concreta verso i più deboli e i più poveri”. Ecco l'apertura di diverse case, prima un po' in quasi tutte le diocesi d'Italia, in seguito in Svizzera e poi nel mondo (Perù, Romania, Madagascar).
Ogni bisogno trovava nel cuore dei Fondatori spazio per intervenire.
La prima casa è stata aperta a Sale, il Pio Ricovero Brizio su sollecitazione del Parroco di San Calocero Don Giuseppe Rognoni.
La nostra Congregazione pur piccola diventa un “evento ecclesiale” ricevendo il “Decretum Laudis” da Roma nel 1956, in cui si dichiara solennemente che il Papa approva la Congregazione, la fa sua, ed è contento di ciò che si compie per amore di Cristo, in nome della Chiesa, per i fratelli. Già nel 1931, pur nella povertà autentica, nei nostri Fondatori coadiuvati da Madre Rosalia, giunta dalla Svizzera appena dopo le prime quattro suore fondatrici, era chiara l'idea del valore della cultura nella vita del paese. Il Concilio Vaticano II parlerà poi di «inculturazione della fede».

I Fondatori furono veramente dei precursori perché dal 1931 incominciarono a far studiare le suore per maestre d'asilo, per maestre elementari, per insegnanti laureate ed abilitate per scuole medie e superiori, e contemporaneamente si aprirono scuole a Sale, Milano, Nola, Bogno e attualmente in Madagascar. In Perù, suor Paola Della Gala è diventata Direttora di un plesso scolastico che va dalle elementari al Liceo con circa 800 allievi... pensate al numero degli insegnanti!
Attualmente il numero delle suore è molto ridotto, però siamo ben radicate in Madagascar con sei case, in Romania con due, in Perù con due e in Svizzera con quattro. In Romania, oltre a suor Luisa che collabora a livello parrocchiale con tutte le necessità di una parrocchia, suor Rosalba, con l'aiuto di vari operatori laici, ha accolto le ragazze di strada e, tramite un ulteriore sforzo economico della nostra Congregazione, ha aperto un laboratorio di pasticceria con annesso punto vendita, per dare un futuro a queste ragazze.
Il paese di Sale, quindi, è conosciuto in tutto il mondo, anche in Africa, perché da qualche anno ospitiamo, in Casamadre, due suore africane studenti a Roma, che durante le vacanze non saprebbero dove andare.
Lucia Rolfi, Una storia, un evento, una congregazione: le Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù relazione tenuta l’8 marzo 2009 - “Ra carsèra” - anno accademico 2008/09 Teresa Soncini, Pierina Leoni, I fioretti della “Piccola Betlemme”, Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù – 1991, Pinerolo, 1991.