Sale fu patria di Fra Battista Trovamala, minore osservante, che nel 1484 pubblicò una “Summa casuum coscientiae”. Le notizie di Battista Trovamala sono pubblicate su “La provincia di Genova dei Frati Minori dalle origini ai giorni nostri” di A. Casini, Chiavari, 1985, pp.324-325: “La vita di Battista Trovamale si può ricostruire così.

Era figlio di una Donina, a cui Bianca Maria (ultima dei Visconti e moglie di Francesco I Sforza) aveva affidato l’educazione di Galeazzo Maria e Ludovico il Moro. Fattosi francescano, si legò all’osservanza di San Bernardino e nel 1470 era Vicario provinciale in Liguria e Piemonte. Tra il 1470 e il 1476, quando come Vicario dovette visitare i conventi del Piemonte, predicò a Torino. Era di nuovo Vicario provinciale nel 1481 perché, come tale, prese parte al capitolo generale di Ferrara, e concordò con i frati della Toscana i confini delle due province. Nel dicembre 1483, non più giovane, nel convento di Levanto terminò la prima stesura della Summa Casuum, a cui aggiunse qualche pagina di appendice durante la stampa avvenuta a Novi nel 1484. Visto poi il successo ottenuto, nel 1489 pubblicò una nuova edizione riveduta e soprattutto ampliata, dedicandola al cardinale Ascanio Sforza. Quando sia morto, come anche quando sia nato, non si sa. Comunque la sua attività si colloca chiaramente nella seconda metà del Quattrocento ed è possibile farsi un’idea non troppo vaga di una carriera prima legata alla predicazione ed al governo dell’Ordine e poi all’attività letteraria”. L’opera del Trovamala si presenta come un’imponete enciclopedia morale e giuridica. Fu edita a Novi Ligure nel 1484, fu ristampata nello stesso anno a Norimberga. Ebbe altre quattro edizioni nel 1488, col titolo di “Summa Baptistiana” dal suo nome: Norimberga, Spira, Venezia e Lione. Col nome di “Summa Rosella” si definì invece la nuova edizione uscita a Pavia nel 1489 e poi ancora a Venezia nel 1495, 1498, 1499; nel 1500 a Lione, nel 1516 a Strasburgo e nel 1526 ancora a Venezia. La diffusione dell’opera è documentata dalle più che 250 copie attualmente esistenti nelle principali biblioteche europee.