Il Senatore nacque a Roma il 3 agosto 1878 da genitori salesi. Si sposò con Maria Antonietta Carena ed ebbe due figlie: Maria Olga e Carla Vittoria. Conseguì a pieni voti la laurea in giurisprudenza a Roma, dove sostenne diversi concorsi per accedere alle varie amministrazioni statali, riuscendo sempre vincitore. Optò per il Ministero dell’Interno e raggiunse il grado di Prefetto di I Classe (15 novembre 1923).

 

 

Divenne Capo di Gabinetto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (1° novembre 1922-6 gennaio 1928). Molteplici gli incarichi del nostro illustre concittadino:
- Consigliere di Stato (3 dicembre 1925-11 ottobre 1944)
Presidente del Comitato straordinario per spese nella Somalia italiana (7 dicembre 1935-4 gennaio 1937)
Presidente della speciale Commissione prefettizia per il risarcimento dei danni causati dalla rottura della diga di Molare (15 dicembre 1937-31 dicembre 1938)
Presidente della Cassa di Risparmio di Tortona (Alessandria) (29 luglio 1938)
Componente del Consiglio superiore di marina e di aeronautica

Felice Ferrari Pallavicino

Tante anche le onorificenze
Per le sue benemerenze, venne nominato Cavaliere Magistrale del Sovrano Ordine militare di Malta (ndr: solo i nobili possono accedere a tale titolo).
Dal 1935 al 1936, durante la guerra d'Etiopia, venne inviato a Mogadiscio in qualità di presidente del comitato Straordinario per le spese per l’A.O.
Su proposta del Prefetto di Alessandria (27/12/1938), fu nominato senatore il 09/08/1939 e prestò giuramento il 20/12/1939.

Come Senatore, fu membro della Commissione di finanze (23/01/40-5/08/43 e membro supplente della Commissione d'appello dell'Alta Corte di Giustizia (25 gennaio 1940-5 agosto 1943)
Dopo l’8 settembre, per non aderire alla repubblica Sociale, trovò rifugio in Vaticano. Dopo l’armistizio e la caduta del fascismo, Ferrari Pallavicino il 07/08/1944 fu deferito dall’Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo (ACGSF) con la seguente imputazione: “ Gruppo di imputazione: 6° "Senatori ritenuti responsabili di aver mantenuto il fascismo e resa possibile la guerra sia coi loro voti, sia con azioni individuali, tra cui la propaganda esercitata fuori e dentro il Senato". Il 22/03/1945 scattò l’Ordinanza di decadenza, ma Ferrari Pallavicino ricorse contro tale esito e il 09/06/1947 fu emessa la sentenza di cassazione della decadenza stessa (Sez. Unite Civili-Cassazione).
(dal sito del senato)

Dopo la guerra, riprese il suo ruolo al Consiglio di Stato fino alla pensione. Morì il 21 ottobre 1950 all’Ospedale San Matteo di Pavia. È sepolto a Sale nella cappella di famiglia accanto alle due amatissime figlie e all’adorata Signora Amery, come era citata sui giornali dell’epoca.