La “Piccola Madre”.

Così firmava le sue lettere Madre Guglielmina, quando scriveva alle sue Figlie. Nacque a Sale il 15/9/1881 dal capomastro Giacomo Remotti e da Giovannina Giacobone, che morì molto giovane, lasciandola orfana con una sorellina più piccola. Le due bambine furono affidate ai nonni materni, ma tornarono con il padre quando questi si risposò con Margherita Massardo, che le amò teneramente, educandole in un clima di grande fede.

Nel laboratorio di ricamo di Mamma Margherita si era riunito un cenacolo di giovani che alternavano il ricamo alla preghiera, in un ambiente di elevazione umana e spirituale e dove non veniva meno l’impegno sociale. Il parroco di San Calocero Don Giuseppe Rognoni capì la levatura del suo spirito e la introdusse alla “Pia Pratica di Unione”, presentata anche a un Gruppo di Azione Cattolica Femminile, riunito a Stazzano al Santuario del Sacro Cuore, dove ebbe modo di conoscere Mons. Boccio, anche lui salese, allora Direttore del Seminario. Divenuta presidente dell’Azione Cattolica, maturò pian piano una grande sensibilità e spiritualità, che la indussero ad accogliere senza tentennamenti l’invito di Don Boccio a fondare una nuova Congregazione. Passarono due anni di preghiere, di progetti, di entusiasmi. Il 25 marzo 1924, giorno della Fondazione, fu “festa di luce e di ringraziamento” ma anche di trepidazione. Le consorelle usarono la sua casa come “piccola Betlemme”: con loro Madre Guglielmina fu sempre presenza generosa, guida insostituibile. Già a ottobre erano diventate dieci. In un crescendo, la congregazione si amplia; si aprono case di riposo e nuove case; le nostre suore gestiscono asili, scuole, ospedali, al fianco di chi ha bisogno e dell’educazione. Morì l’8 marzo 1966, dopo 38 anni passati alla guida della Congregazione, lasciando il “fascino della sua forte personalità: dolce e forte, sapiente e umile, preveniente e generosa nell’esercizio delle virtù caratteristiche dell’Opera”. A lei è dedicato il vicolo di Via Carlo Giacomini che conduce alla sua casa natale, la “piccola Betlemme”, ora trasformata in museo.