Aldo Boveri nacque a Sale il 29 giugno 1907, e a Sale trascorse la sua infanzia e la prima giovinezza, dimostrando fin da allora una spiccata predilezione per le conoscenze scientifiche e portando a termine gli studi tecnici.

 

 

Aldo BoveriAAldo Boveri diciotto anni compì il servizio militare come volontario; ed al termine di esso, fu assunto come impiegato in una banca. Non era quello, tuttavia, un lavoro che potesse soddisfare appieno le aspirazioni del nostro concittadino, il quale, alla prima occasione, lasciò quel posto, e si iscrisse ad un corso di radiotelegrafista. Qui ebbe modo di porsi in vista e di farsi notare per le sue capacità: tanto da essere chiamato ad unirsi al gruppo di piloti e di specialisti che, sotto la guida di Italo Balbo, stavano preparando un’impresa aeronautica che non aveva precedenti: la trasvolata atlantica in formazione compatta.

L’aeronautica viveva allora la sua età pionieristica, e molti piloti ardimentosi, con aerei che sembrava volassero per scommessa, gareggiavano tra loro in imprese sempre nuove. L’Italia a questa gara internazionale dava il suo valido contributo. Pochi nomi tra i tanti: Arturo Ferrarin, che nel 1920 compiva il raid a tappe Roma-Tokio (km 18.000); Francesco De Pinedo, che insieme a Carlo Del Prete nel 1925 portava a termine il giro del mondo (km 55.000), e, nel 1927, il volo diretto Italia-Brasile. E fra gli stranieri, basti il nome di Charles Lindbergh, autore di una trasvolata solitaria senza scalo dell’Atlantico Settentrionale nel 1927.
Nel 1930, dunque, tutto è pronto per l’impresa promossa da Balbo: dodici idrovolanti in formazione compatta sorvoleranno l’Atlantico Meridionale. Sfortunatamente contrattempi vari di carattere meccanico esclusero l’aereo di Boveri da questa avventura. L’appuntamento, per altro, era solo rinviato: nel 1933 ecco la Crociera del Decennale. Ben ventiquattro idrovolanti in otto squadriglie sorvolarono l’Oceano Atlantico Settentrionale sulla rotta Orbetello-Amsterdam-Reykjavik - Cartwright - Montreal-Chicago.

L’aereo con cui Aldo Boveri partecipò alla Crociera dei “Sorci verdi”Qui l’accoglienza fu trionfale: migliaia di persone acclamarono i nostri trasvolatori e riservarono loro festeggiamenti grandiosi. Ad Italo Balbo fu dedicata una via (Balbo Avenue) e l’Italia inviò una colonna romana che fu innalzata in una piazza della città. Analoga accoglienza, alcuni giorni dopo, a New York. Durante il ritorno, alle Isole Azzorre, l’aereo di Boveri capottò, ed il Ten. Enrico Squaglia morì per le ferite riportate nell’incidente. Questo lutto amareggiò il rientro in Italia.

Durante tutto questo periodo, Boveri si era fatto grandemente apprezzare come radiotelegrafista, e per questo fu chiamato in Sardegna a collaborare con Guglielmo Marconi a delicatissime ricerche scientifiche. Per lo stesso motivo fu poi prescelto dal Col. Biseo a far parte della pattuglia dei “Sorci Verdi”, ed assegnato all’equipaggio di Bruno Mussolini. Dopo una meticolosa preparazione i tre aerei affrontarono nuovamente un coraggioso impegno: raggiungere Rio de Janeiro in due tappe sorvolando non solo l’Atlantico, ma anche il Sahara.

Uno dei primi aerei della LATI (Linee Aeree Transcontinentali Italiane)

Alle ore 7,30 del 24 gennaio 1938 si alzarono in volo da Guidonia diretti verso Dakar, dove atterrarono, dopo aver volato per 4.300 km, e superato non senza difficoltà il deserto del Sahara, verso le ore 18 del giorno stesso. L’indomani, alle ore 9,50 ripresero il volo e poco prima delle 22 (ora italiana) gli aerei di Biseo e di Bruno Mussolini atterravano a Rio de Janeiro, mentre quello di Moscatelli era stato costretto a scendere a Natal per un’avaria ad un’elica, e giungerà a Rio il giorno successivo. In due giorni erano stati percorsi oltre 10.000 km ad una velocità media di circa 400 km all’ora. Anche questa impresa ebbe un’eco straordinaria sui giornali di tutto il mondo. Il Corriere della Sera, La Gazzetta del Popolo, Il Popolo d’Italia le dedicarono l’intera prima pagina, con titoli a nove colonne, ed articoli anche nelle pagine interne. Anche a Sale, al suo rientro in paese, ricevette feste ed onori, e fu decoranto con una medaglia d’oro, come già era avvenuto per il Generale Pietro Achille Cavalli Molinelli.

Boveri si unì poi ad altri amici delle avventure atlantiche nel costituire la LATI, prima compagnia aerea civile italiana, che per qualche tempo svolse regolare servizio postale tra l’Italia e l’America Latina e viceversa. Scoppiata la seconda guerra mondiale, Boveri fu chiamato a Treviso a dirigere la scuola di volo cieco, e rischiò di perdervi la vita precipitando sul Montello durante un’esercitazione. Dopo il doloroso periodo bellico, Boveri, promosso ufficiale per meriti di guerra, ritornò a Sale, trascorrendovi ancora parecchi anni, tra l’affetto dei familiari, e quello di alcuni amici sinceri. Scomparve il 31 luglio 1987.