Tipografo e sostenitore della ricerca storica

Rientrato a Sale al termine della guerra, Carlo Suardi, che aveva ritirato la tipografia di Elvira Brambilla coniugata Pietro Patria, in Contrada Maestra, decise coraggiosamente di dare vita a un settimanale dal titolo mazziniano: “Il Dovere”.

 

 

Il giornale informava i lettori su fatti di cronaca locale e bacchettava a dritta e manca l’Amministrazione comunale che “nei suoi anni di dormiveglia amministrativa, lasciò che ogni cosa andasse a catafascio, curando solo il disbrigo delle quisquiglie amministrative” “incapace in fondo di costruire ed ideare la ben minima cosa, perché un conto è operare, altro fare sfoggio di presuntuosità”, tanto da non riuscire a condurre a termine quanto preparato dall’Amministrazione precedente.
Inoltre, il giornale fungeva da sprone per la costituzione delle organizzazioni degli ex Combattenti, per la raccolta a favore dell’erigendo monumento ai Caduti e per il Parco della Rimembranza.
Per i meriti acquisiti, il Re gli conferì l’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia
Dopo alcuni anni di silenzio imposto dalla Federazione del fascio, Suardi tornò a stampare un settimanale: “L’Araldo”, rassegna settimanale di cronaca e di informazioni, che negli anni ’40 diventerà “L’Avvenire salese”, dapprima quindicinale di cronaca, poi mensile. Carlo Suardi ebbe un altro grandissimo merito: quello di avere curato con un gruppo di amici e pubblicato i preziosi volumi: “Sale nella storia e nell’arte”, che raccontano la storia del Borgo insigne.
Peccato che il suo paese non senta il dovere di dedicargli una via o, almeno, di apporre una targa in Piazza Verdi, dove ebbe la sua prima tipografia.