Dopo l’8 settembre 1943, il capitano Carlino Giacomini, comandante del distaccamento della G.N.R. di Sale, informava tempestivamente i comandi partigiani degli spostamenti delle milizie e dei tedeschi, prevenendo le conseguenze dei rastrellamenti e limitandone i danni.

 

 

Carlino GiacominiCarlino Giacomini manifestò sempre una grande umanità nei confronti di tutti i suoi concittadini, anche quelli della parte avversa, in particolare di alcuni partigiani che si salvarono da situazioni di grave pericolo grazie al suo prezioso e disinteressato intervento. Molte testimonianze sono concordi nel dichiarare: “Carlino era sempre pronto ad aiutare tutti, anche i suoi avversari politici”.
“Era un signore d’animo, di un’umanità incredibile. Chi gli chiedeva aiuto lo otteneva, di qualunque “colore” fosse”.
“Tenente di mio fratello Mariano era Carlino Giacomini: mia mamma diceva sempre che era una persona veramente brava, squisita, che li ha aiutati tanto”.
Finita la guerra, iniziarono i processi ai fascisti e Carlino fu portato al castello di Piovera: non essendo emerse a suo carico prove che avesse compiuto violenze e risultando invece che aveva protetto i partigiani, fu rilasciato.