Dovere e filantropia sono le due parole nelle quali si può riassumere lo stile di vita di questo grande salese messo un po’ da parte, come spesso accade alle persone buone e generose: Carlo Cavalli.

 

 

Timbro di razza, operosità utile alla collettività in ogni campo, larghezza di sensi, patriottismo devoto e convinto, filantropia vera e profondamente sentita ed attuata senza secondi fini e soprattutto non ostentata.
Carlo Cavalli nacque a Torino nel 1841: bella figura di soldato, partecipò a tutte le guerre d’indipendenza ed entrò per primo quale ufficiale dell’11 Reggimento Bersaglieri a Porta Pia a Roma. A soli 32 anni fu nominato Maggiore nel corpo dei Bersaglieri. Decorato con ben 11 medaglie al valor militare, fu insignito della croce di grand’ufficiale dell’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Si dimise nel fiore degli anni dalla brillante carriera che lo attendeva e fin che visse, il suo Reggimento lo ricordò ogni anno con entusiastiche espressioni, telegrafandogli, scrivendogli, considerandolo una delle glorie più luminose del Reggimento.
Lasciata la carriera militare, si ritirò a Sale dove dedicò ogni suo affetto alla cittadinanza salese, partecipando attivamente alla pubblica amministrazione, nella quale portò il contributo di una mente aperta e di un carattere conciliante. Ma la sua mediazione, in anni difficili per il paese (anni’20), non era bene accetta, per cui egli lasciò la lotta politica e continuò a dirimere dissidi, a promuovere miglioramenti, a suggerire soluzioni, a incoraggiare manifestazioni di beneficenza. Mise la sua casa a disposizione per incontri in cui tenere vivi gli ideali di Patria, di libertà, di progresso.
Morì a Sale nel 1926, circondato dalla stima dei cittadini che lo rimpiansero a lungo per la saggezza, la generosità e l’equanime giudizio.
Suo nipote Giovanni (1877-1956), figlio del fratello Lorenzo, aggiunse al proprio cognome quello della madre, diventando Cavalli Lucca. Nella chiesa di Santa Maria, nella navata di destra, una lapide posta nel 1940 proprio da Giovanni Cavalli Lucca e dalla consorte Lavinia della Cella invita a ricordare la nobile famiglia Cavalli che “volle beneficamente dimostrare a Sale il legame d’affetto tramandato nei secoli”.
Anche Giovanni Cavalli Lucca proseguì sulla strada della filantropia, donando alla Congregazione di Carità, poi diventata ECA, il palazzo nobiliare di via Mentana, conosciuta come casa Cavalli e concorrendo generosamente ai restauri nella chiesa di Santa Maria e San Siro.