Beniamino Cunteri (1905 - 1990) si era trasferito a Sale da Lomello, per seguire i genitori che erano venuti a gestire l’albergo Cannone d’oro.
Completati gli studi al “Sommeiller” di Torino e a Pavia, frequentò il Politecnico di Milano dal 1924 al 1926, quando preferì entrare nell’accademia militare. Dopo un anno in Marina a Livorno, e altri due al “Corso Centauro” di Caserta, nel 1928 diventò sottotenente e l’anno successivo tenente con destinazione la II squadriglia di caccia a Ghedi.
Nel 1931 passò al 7° stormo bombardieri e nel 1933 fu pilota di idrovolanti a Elmas. Nominato capitano nel 1934, passò alla IV zona aerea territoriale di Bari. Nel 1937/38 combatté in Spagna nel XXI stormo, ottenendo il grado di maggiore. Tra il 1939 e il 1941, fu in Libia, prima all’aeroporto di Tobruk nella V squadra aerea XV stormo, poi in quello di Tripoli.
Al suo rientro in patria, fu nominato tenente colonnello e fu chiamato all’Ufficio operazioni dello Stato Maggiore di Roma. Nel 1943 fu trasferito al comando dei Caccia intercettatori col Generale Biseo. Dall’8 settembre 1943 si diede alla macchia rimanendovi fino al gennaio 1944. Collaborò con la Brigata garibaldina “Arzani” nella raccolta di fondi e aiuti e nel maggio entrò a far parte della “Forest Rossini”, alle dipendenze dello Stato Maggiore alleato e italiano con il nome di battaglia di “Antonio”.
Quando cessarono le operazioni di rastrellamento, tornò a Sale il 25 aprile 1945, costituendovi il locale C.L.N.
Fu eletto sindaco per acclamazione e si “distinse per l’equità di giudizio”.
Nel 1946 venne promosso Colonnello, nel 1958 Generale di Brigata aerea e nel 1981 Generale di Divisione.
Aveva conseguito il brevetto internazionale di pilota di 3° grado e nella sua lunga carriera militare ottenne due medaglie d’argento, una di bronzo e una croce al merito.
Anche deposta la divisa, Cunteri aveva un concetto rigoroso delle Istituzioni, ma sapeva essere aperto e gioviale, talvolta un po’ scanzonato e per questo, era amico di tutti.
