Dopo la vittoriosa conquista francese del ducato di Milano, il re Luigi XII investiva Sale nel cardinale d'Amboise, ma questi l'8 maggio del 1500 vendeva il feudo al pavese Bergonzio Botta, i cui eredi nel 1549 lo cedevano a Costanzo d'Adda di Milano, la cui famiglia ne mantenne il possesso sino all'estensione della feudalità nel 1797.

L'ultimo feudatario fu l'abate Ferdinando, investito nel 1781 e morto nel 1808; i beni allodiali andarono in eredità agli Orsini di Roma. Dal 1535 fece parte del Principato di Pavia nell'ambito del ducato di Milano, assoggettato alla Spagna (1535 -1714), e all'Austria (1714 - 1744) e dopo la pace di Acquisgrana nel 1748, passò definitivamente con l'Oltrepò Pavese sotto il dominio sabaudo. Sale rimase a far parte della provincia di Voghera fino al 1818 quando con regia patente del re Vittorio Emanuele I, venne aggregata alla provincia di Tortona. Il Borgo di Sale, anticamente fortificato da un recinto di mura, aveva due porte di cui una porta di Sopra e una di Sotto o di Marengo. Tali mura vennero demolite definitivamente nel 1826 per decisione del consiglio comunale con l'intento di migliorare la situazione igienica del borgo. Sulla parte orientale del fossato sorse un viale alberato. Come territorio di confine, Sale fu per lunghi anni luogo di passaggio di numerose truppe belligeranti soprattutto nel Maggio 1796, quando vi passò l'armata d'Italia di Napoleone Bonaparte e nel 1799 quando il borgo fu occupato dalle truppe austro-russe.

 

La planimetria del Comune di Sale risalente al censimento del 12 maggio 1769