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Del perché linux non conquisterà il mondo

9 aprile 2017
Fresh mint in closeup

Fresh mint in closeup

Avanzavo un vecchissimo Pentium HT, piuttosto che buttarlo via mi dico: provo a mettergli linux mint. Detto-fatto: scarico la 18.1 (Serena) a 32 bit. Con Rufus creo la pendrive di installazione. In meno di mezz’ora ho il mio sistema bello e funzionante, con una interfaccia curata (xfce è bellina a differenza di kde e gnome che avevo provato in passato su varie distribuzioni sia debian che ubuntu).
Il sistema è anche abbastanza veloce nonostante abbia una CPU d’anteguerra e solo 2GB di ram.

Che ci faccio ora? Boh, lo uso per scaricare. Bene. C’è Transimission. Lo attacco alla subnet 2 e lo metto in DMZ sul firewall.
Mi accorgo (già lo sapevo da mac os x) che Transimission è una chiavica e decido di installare il più performante (dicono su mintguid.org) Frostwire.
Tanto basta scrivere:

cd /tmp && wget http://dl5.frostwire.com/frostwire/6.3.6/frostwire-6.3.6.all.deb && sudo dpkg -i frostwire-6.3.6.all.deb

e se non funziona

sudo apt-get install -f

The balls:
guardando il log scopro che manca (o non è aggiornata) una maledetta libreria lib32stdc++6. Googolo un po’ e mi dicono di fare solo questo:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

e

sudo apt-get dist-upgrade

Alla seconda si inchioda dicendomi di eseguire una “sudo apt-get -f install”, istruzione la quale vomita imperterrita per mezz’ora buona il suo output (anche interattivo, con domande perentorie del tipo “vuoi sovrascrivere il kernel?“)

Ora ha terminato:
riprovo a dare il comando primordiale che faceva incazzare l’OS:

sudo dpkg -i frostwire-6.3.6.all.deb

Risposta:
Errors were encountered while processing: frostwire.

Ora provo ad installare qbittorrent, ma ho già pronta la pendrive di uno splendido win7 Pro che cancellerà questi immondi bit dal mio hard drive.
Deduzione:
Linux serve:
– ai mangiatori di ciocorì per gasarsi quando scrivono ls -la anzichè dir
– ai programmatori veri (circa 0,01% dei sedicenti esperti) per fare cose egregie con una totale padronanza del mezzo ed un fortissimo dispendio di energie in personalizzazione
– ai sistemi embedded (e poi ancora)
Windows e Os X servono:
– a tutti per divertirsi
– ai professionisti per lavorare concentrandosi sul lavoro e non sulle mancanze di un OS su cui chissà quanti hanno messo le mani

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