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Statistiche, cazzeggio e popcorn (e comuni sotto i 1000 abitanti)

16 febbraio 2013

In uno di quei sabati sera in cui non sai esattamente cosa combinare, metti che ti soffermi su alcune frasi lette su wikipedia, tipo:
Il decreto-legge 138/2011 contenente misure anticrisi approvato dal Governo italiano il 12 agosto 2011, prevede che i comuni italiani con una popolazione inferiore ai mille abitanti nelle regioni ordinarie siano aboliti giunta comunale e consiglio comunale e costituiscano un’unione comunale composta dai sindaci.Nelle regioni autonome invece, in virtù della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, tale normativa non potrà essere applicata. (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Comuni_d’Italia)

Ti viene voglia, ripensando a quanto letto e non approfondito un anno e mezzo fa, ad esempio, di capire e fare paragoni. Inizi quindi a google-are “lista comuni italiani con abitanti”, dopo un po’ di ricerche trovi un txt proveniente da comuni-italiani.it, lo ribalti un po’ gli dai un formato excel, e inizi a ragionare, per esempio ordini in modo crescente la colonna abitanti e tiri una linea tra 999 e 1000, ottieni questo:

Oibò, al dilà di prometterti di conoscere uno per uno i 34 abitanti di Pedesina (SO), pensi quanto segue: empiricamente il 25% dei comuni contiene meno del 2% della popolazione nazionale, quindi (presa con le molle e senza entrare nel merito politico di cui non ti importa assolutamente nulla) una eventuale razionalizzazione risparmierebbe un quarto di strutture (che ovviamente è molto meno di un quarto in quanto sono strutture incommensurabilmente minori) per una fascia di popolazione tutto sommato poco rilevante (dal punto di vista statistico).

Ed allora prosegui, analizzando la Francia (fonte: insee.fr), la quale scopri avere un numero incommensurabile di Municipalités (ben 36680… certo sì poi siamo noi italiani ad avere troppi comuni). Anche qui, dopo che ti è venuta davvero voglia di conoscere l’unico abitante di Rochefourchat, ragioni su densità e code dopo ipotetico taglio sotto i mille, così:

Ebbene, nella Francia tanto presa a modello i comuni sotto i 1000, se la statistica non è un’opinione, sono il 73% e contengono il 14% della popolazione. Che dire?

La Spagna (fonte: alarcos.inf-cr.uclm.es il quale a sua volta cita ine.es, l’istituto di statistica spagnolo) presenta una situazione non molto dissimile dall’Italia, benché enfatizzi la percentuale di comuni sotto i 1000 (sono il 60%) ma spinge poco sopra il 3% la popolazione in essi residente. Così:

Ed infine (per mancanza di forze) analizzi la Germania, la quale notoriamente da più di mezzo secolo ha dato corso ad un forte processo di razionalizzazione dei Gemeinden (fonte: http://de.wikipedia.org/wiki/Gemeinde_%28Deutschland%29#Allgemeines), grazie al quale era scesa da 24000 fino a 8000 prima dell’annessione dell’Ex-DDR, per poi ritrovarsi nel 1991 nuovamente a 16000. Nel 2011 era ridiscesa a 11442. Dati alla mano, (fonte: destatis.de), ottieni un prospetto di taglio simile:

Da cui desumi che la percentuale di comuni sotto i 1000 è del 36% e contiene oltre il 2% della popolazione nazionale.

Detto questo? Deduci finalmente una tabella simile:

La quale sia ordinata per “% Numero Comuni <1000”, sia ordinata per “% Popolazione < 1000”, pare parli chiaramente.

 

 

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